Storia del Comunello di Casale

Si hanno notizie della "Villa di Casale" fin dal 1028 in un diploma del vescovo di Fiesole Jacopo il Bavaro.
Casale, come tutto il territorio di San Godenzo, era feudo dei conti Guidi, famiglia di origine longobarda, scesa in Italia nei primi anni del X secolo al seguito dell'imperatore germanico.
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Nella lunga lotta, che abbraccia quasi due secoli (1200-1300), in cui Firenze si impegnò per estendere il suo dominio su tutto il Mugello, Casale resistette fino al 15 aprile 1341, quando i fiorentini, per vendicarsi del conte Guido Alberto, di cui si narra che avesse costretto un ambasciatore della repubblica ad ingoiare una lettera che doveva essere consegnata, assediarono la rocca di San Bavello e la distrussero, impadronendosi di San Bavello, Santa Maria a Ficciana e San Niccolò a Casale.
Tra il 1536 ed il 1560, tutto il territorio di San Godenzo fu occupato dalla Repubblica Fiorentina e, successivamente, suddiviso in tre frazioni, o balìe: Casale apparteneva alla balìa di sopra.
Il 22 novembre 1549 i due terzi degli uomini della "Villa di Casale", radunatisi nella chiesa, stabilirono di fare un'aggiunta agli statuti di San Godenzo, inserendo nuove regole che disciplinassero le attività agricole, d'allevamento e di manutenzione all'interno della comunità. Punto di partenza per la nascita di una vera e propria identità sociale autonoma.
Questa autonomia avrà la sua massima realizzazione quando il Granduca di Toscana Leopoldo II di Lorena, chiamato dal popolo "Canapone" , nella seconda metà del 1700 concesse il poggio di Oncinaia come proprietà collettiva agli abitanti di Casale. Nasceva cosi' il Comunello di Casale.
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Nel 1911 a Casale si contano ben 271 unità. Oggi i residenti sono 65 ma nella stagione estiva si raggiungono anche le 200 unità.